Una giornata orrenda come quella di ieri, che ha decretato la rapidissima trasformazione dell’orrore in abitudine, ha avuto il suo riscatto nella notte, nei tre meravigliosi minuti in cui Virginie Dedieu si e’ riconfermata campionessa mondiale di nuoto sincronizzato.
Non serve essere esperti di una disciplina sportiva per accorgersi di essere davanti ad un fuoriclasse: facendo un paragone calcistico, Virginie Dedieu e’ per il syncro quello che Maradona e’ per il calcio moderno (e’ l’unica syncronette a non usare lo stringinaso)
C’era un abisso tra la sua prova e quella delle altre atlete che, al suo confronto, sembravano arrancare nell’acqua compiendo i gesti automatici della loro specializzazione, sulle solite basi di musica classica: lei ha danzato (non ci sono altri termini per definire la sua arte) nell’acqua sulle note di It’ s oh so quiet di Bjork entusiasmando pubblico e giudici con la sua grazia e sicurezza.
Apoteosi di una carriera ormai alla fine: la Dedieu ha deciso di ritirarsi a 26 anni, anche perche’ non potrebbe partecipare alle prossime olimpiadi dove il syncro non e’ ammesso negli assoli e l’atleta in questione non ha nessuna collega (ne’ in Francia ne’ nel resto del mondo) che sia al suo livello per poter gareggiare nel doppio.



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